Tracce e simboli dalla Preistoria

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L’uso di scavare nella roccia per creare ripari, abitazioni, tombe e luoghi di culto ha caratterizzato per millenni la storia dell’uomo. L’itinerario proposto è un suggestivo viaggio all’indietro nel tempo nel territorio di Puglia e Basilicata, nel buio di grotte popolate nelle diverse fasi della preistoria dalle più antiche comunità umane. L’area garganica è fra le più dense di rinvenimenti preistorici, come Grotta Paglicci e il Grottone di Manaccora. Di grande valore archeologico è la Grotta di Santa Croce, a Bisceglie. A Molfetta ed Altamura si aprono le depressioni carsiche del a del Pulo, originatesi per il crollo della volta di grandi cavità sotterranee. Tappa successiva la Grotta di Curtomartino ad Acquaviva delle Fonti, maestosa grotta carsica frequentata nel Paleolitico. La grotta di Santa Maria di Agnano, ad Ostuni, ha svelato la suggestiva scoperta archeologica della sepoltura di una giovane donna, morta al termine della gravidanza, con il piccolo ancora nel grembo. Numerose sono le testimonianze preistoriche custodite anche negli ipogei lucani. A Filiano, il Riparo Ranaldi conserva preziosi esempi di pittura rupestre. Nel Neolitico l’area materana fu interessata dai primi insediamenti stabili, come dimostrano i ritrovamenti del Villaggio di Murgia Timone. Di grande interesse archeologico a Matera la Grotta dei Pipistrelli, al cui interno sono state rinvenute numerosissime tracce riconducibili alla frequentazione della grotta in varie fasi della preistoria.